TUTORIAL

 

Guida alla stesura della tesi

Indicazioni per la formattazione della tesi richiesta dall'Università di Bologna

 

 

· Pagine di 32-35 righe

 

· Righe di 65- 70 caratteri, carattere a scelta tra times new roman, courier, helvetica;

 

· Stampa delle pagine in fronte-retro.

 

· Rilegatura copertina in cartoncino leggero di colore chiaro, non lucida, con indicazione Alma Mater  

  Studiorum Università di Bologna

 

· Figure e tavole in formato UNI (A4, A3);
  contenitore delle tavole adeguatmente dimensionato (A3, e spessore corretto)

   

  N. B. L'UNIVERSITA' di BOLOGNA VIETA AGLI STUDENTI DI USARE

IL LOGO DELL'ALMA MATER STUDIORUM A CAUSA DEL COPYRIGHT...

 

 

 

INIZIARE LA STESURA DELLA TESI

 

Impostare le righe

con times new roman dimensione 12

e margini laterali di 3,5 cm

 

Pagina di 32 righe

Margine superiore inferiore cm 4.0

 

Pagina di 33 righe

Margine superiore inferiore cm 3,8

 

Pagina di 34 righe

Margine superiore inferiore cm 3,5

 

Pagina di 35righe
Margine superiore inferiore cm 3,0

 

LE PAGINE NON SARANNO MAI TUTTE PERFETTAMENTE UGUALI, ALCUNE AVRANNO QUALCHE RIGA IN PIU, ALTRE QUALCUNA IN MENO... MA NON PREOCCUPATEVI, VA TUTTO BENE!

 

 

 

FORMATTAZIONE DEL TESTO

MARGINI:

Fissazione dei margini della pagina:
facendo clic su ‘file’ – ‘imposta pagina’ si ha la possibilità di impostare la misura dei margini del proprio documento. Anche in questo caso è possibile predefinire la formattazione dei margini effettuata. Ciò consentirà di aprire ogni nuovo documento e di ritrovare le stesse impostazioni della pagina.

 

Numerazione delle pagine: facendo clic su ‘inserisci’ – ‘numero di pagina’ – posizione: in basso – allineamento centrato.

 

LAYOUT DI PAGINA  -->  IMPOSTA PAGINA  -->  MARGINI

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DIMENSIONE CARATTERE:

Si consiglia di non superare la dimensione di 14 pt. per il corpo del testo e 10 p. per le note. Per regolare sia la dimensione del carattere sia il tipo di carattere si consiglia di cliccare su ‘formato’ – ‘carattere’ alla voce ‘tipo’ e di premere il pulsante ‘predefinito’ una volta effettuate le scelte definitive di formattazione del proprio testo. Questa procedura consentirà di aprire tutte le volte un nuovo documento e di avere le stessa formattazione numero dei caratteri: non meno di 2000 caratteri per pagina.

 

INTERLINEA:

Lo spazio tra una riga e l’altra viene detto “interlinea”. Per modificare tale spazio fare clic su ‘formato’ – ‘paragrafo’ ed alla voce ‘rientri e spaziature’ si ha la possibilità di poter impostare tale misura. Si consiglia una interlinea di 1,5 e, comunque, non superiore a 2.

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GIUSTIFICARE:

Il testo, le note e la bibliografia vanno giustificati attraverso l’apposita funzione “giustifica” (che trovate sia sulla barra standard degli strumenti, sia in ‘formato’ – ‘paragrafo’ – ‘rientri e spaziatura’ alla voce allineamento.

 

 

INDICE:

L’indice deve riprodurre esattamente il contenuto della tesi. Un possibile schema di a è il seguente:

 

Capitolo I. L’interpretazione nel diritto

1. Le teorie dell’interpretazione.................................................1

1.1. Il formalismo giuridico................................................... 2

1.2. Lo scetticismo interpretativo........................................ 3

2. .......

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Per allineare i vari punti, usare i rientri, inserendo il quantitativo in centimetri nella casella della finestra " rientri " nel menù, oppure spostando della misura voluta i cursori presenti sulla barra a righello del foglio elettronico.

 

Per inserire il numero di pagina allineandolo correttamente con una serie di punti, spazi ecc,

( es.    .........p. 6  ), usare la TABULAZIONE. Selezionare la righa che si vuole dotare di numero di pagina, portarsi con il puntatore del mouse sulla barra a righello del vostro foglio e fare doppio clic. Si aprirà una finestra appunto col nome TABULAZIONE, da lì potrete scegliere dove posizionare il vostro numero di pagina e su quale lato di questo valore (in centimetri) volete allinearlo, sinistra, centro o destra; inoltre potrete scegliere con cosa riempirlo, con spazi, punteggiatura ecc.

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COME SI FA UNA NOTA

 

Per inserire una nota di qualsiasi tipo, sia che si tratti di nota esplicativa, di rimando o di citazione, etc.) posizionare il cursore del mouse salla fine della parola dove volete inserire la nota, (l’esponente di nota va collocato subito prima la punteggiatura; virgola, punto, due punti, punto e virgola, ecc. senza spazi rispetto alla parola che lo precede). Una volta posizionato il cursore nella posizione giusta, cliccare sufare clic su  'RIFERIMENTI'  e poi su  'inserisci nota a pie’ di pagina'.

La nota sarà creata e potrete inserire la vostra dicitura nella parte inferiore della pagina, dove verrà evidenziato il cursore (piè di pagina).

 

Abbreviazioni comuni per introdurre note di citazione o di confronto sono le seguenti: cfr. (confronta), v. (vedi); p. = pagina; pp. = pagine; ivi, p. = quando si ha una citazione dalla stessa opera citata nella nota precedente, ma con pagina diversa; ibidem = quando la citazione corrisponde anche nel numero di pagina; infra = per rimandare a pagine successive del proprio lavoro; supra = per rimandare a pagine precedenti del proprio lavoro; ss. = seguenti; cfr. = confronta; vol. = volume; voll. = volumi, t. = tomo.

 

I riferimenti possono essere eseguiti in due stili diversi, secondo piacimento proprio, o del relatore... ovvero il modello Continentale oppure il modello Anglosassone.

 

 

 

MODELLO CONTINENTALE

 

Se nella nota il riferimento riguarda una monografia, le indicazioni saranno le seguenti: iniziale del  cognome dell’autore, punto, nome dell’autore, punto, virgola, seguirà il titolo in corsivo dell’opera, virgola, e città di pubblicazione e l'anno di pubblicazione, infine il numero esatto della pagina o delle pagine da cui è stata tratta la citazione od a cui si rimanda indicati da p. o pp. (p. è l’abbreviazione diper il riferimento ad una singola pagina, mentre pp. è l’abbreviazione con il riferimento a più pagine).

Es.  Ferrajoli L., Diritto e ragione. Teoria del garantismo penale,  Roma-Bari 1989, pp. 65-66.

 

 

Se nella nota il riferimento riguarda opere collettanee le indicazioni saranno le seguenti: cognome dell’autore, iniziale del nome dell’autore del saggio, punto, virgola, titolo del saggio o contributo in corsivo, virgola, in, nome/i e cognome/i del curatore/i seguito da (a cura di) se si tratta di volume italiano (da ed. by o eds. se trattasi di volume in lingua inglese, a seconda che il curatore sia uno o più di uno), in titolo dell’opera in corsivo, virgola, luogo di pubblicazione e  anno, virgola, indicazione della pagina iniziale e finale del contributo, numero esatto della pagina o delle pagine da cui è stata tratta la citazione od a cui si rimanda, tutti indicati da p. o pp.

Es. Schiavello A., Intersoggettività e convenzionalismo giuridico, in Viola  F. (a cura di), Forme della cooperazione. Pratiche, regole, valori, Bologna 2004, pp. 59-106, a p.161.

 

Se nella nota il contributo riguarda un articolo di rivista, le indicazioni saranno le seguenti:  cognome dell’autore, iniziale del nome dell’autore, punto, titolo dell’articolo in corsivo, virgola, titolo della rivista tra virgolette a sergente, volume e numero del volume medesimo, virgola, anno, virgola, indicazione della pagina iniziale e finale del contributo, numero esatto della pagina o delle pagine da cui è stata tratta la citazione od a cui si rimanda, tutti indicati da p. o pp.

Es.  Diciotti E., Preferenze, autonomia e paternalismo, in «Ragion pratica» 24, 2005, pp. 99-118.

 

Nel caso in cui l’opera, l’articolo od il contributo sia già stato citato, saranno sufficienti le seguenti indicazioni:  cognome dell’autore, iniziale del nome dell’autore, punto, titolo dell’opera in corsivo  (anche abbreviato senza sottotitolo), seguito da op. cit. e p. o pp. con il rispettivo numero di pagina/e.

Es.: prima citazione:  Ferrajoli L., Diritto e ragione. Teoria del garantismo penale, Roma-Bari 1989.

Nelle successive citazioni:  Ferrajoli L., Diritto e ragione, op. cit., p.102.

 

 

 

MODELLO ANGLOSASSONE

 

Uno di stile di  citazione comodo e veloce è lo stile anglosassone  Le differenze riguardano soprattutto l'apparato delle note bibliografiche, e la bibliografia.

 

  • Nello stile anglosassone, le note bibliografiche sono ridotte al minimo, e sono tutte note esplicative, mentre i riferimenti relativi alle citazioni vengono inseriti direttamente nel testo. Lo stile anglosassone rende certamente più leggero il lavoro, ma se l'autore prevede un ampio numero di note bibliografiche scegliendo questo metodo rischia di rendere il testo di difficile lettura.

  • Le note si limitano a riportare il nome e l'anno di edizione dell'opera senza dare ulteriori indicazioni. La bibliografia finale, dunque, deve essere ben curata. Di seguito, dunque, gli esempi delle citazioni "spartane" nel testo e nelle eventuali note esplicative, e le regole per la stesura della bibliografia.

 

Nelle note "americane" non si distingue fra volumi, saggi in volume e saggi in riviste, ma tutte vengono indicate soltanto dal cognome dell'autore, seguito dall'anno e dalla eventuale pagina di riferimento. La forma è dunque unica, sia che si tratti di contributi monografici, di saggi in opere collettanee o di contributi in riviste:

Caso di sola indicazione del contributo: Rossi (1996); Rossi e Verdi (1952); Rossi et al. (1999); Rossi (1995, a cura di); Rossi e Verdi (1996, a cura di); Rossi et al. (1999, a cura di).

Caso di indicazione di contributo e di citazione da traduzione: Weber (1921; trad. it. 1968)

Caso di indicazione di contributo e di citazione diretta da pagina: Rossi (1996: 14); Weber (1921: 145); Weber (1921; trad. it. 1968: 145).

Indicazione a fine citazione (nel testo principale o nelle note esplicative): "... (Rossi, 1996: 14)".

Indicazione discorsiva (nel testo principale o nelle note esplicative): "Come afferma Rossi (1996: 14).

Nel caso di opere dello stesso autore recanti la stessa data di pubblicazione, a tale data si aggiungerà una lettera dell'alfabeto per distinguere chiaramente i diversi lavori: Rossi (1993a: 14); Rossi (1993b: 35).

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BIBLIOGRAFIA

 

MODELLO CONTINENTALE

 

Come si scrivono i testi di una bibliografia?
Nome e cognome dell'autore, titolo, casa editrice, luogo di pubblicazione, anno
Esempio: Voghera G., Gli anni della psicanalisi, Edizioni Studio Tesi, Pordenone, 1980
oppure: Voghera G., Gli anni della psicanalisi, Pordenone, Edizioni Studio Tesi, 1980
Ci sono docenti che preferisco la prima modalità, altri la seconda, anche se quest'ultima è più diffusa
Articoli scientifici
Cognome e nome dell’autore, titolo dell’articolo tra virgolette; nome della rivista in corsivo; volume (o annata) in numero arabo o in cifre romane ed eventualmente numero del fascicolo, con l’eventuale indicazione di Nuova Serie (scrivere N.S.); anno; numero delle pagine.
Esempio: Bertness, M.D., "Zonation of Spartina patens and Spartina alterniflora in a New England salt marsh",in Ecology, 72, 1991, pp. 138–145
Nb: alcuni docenti optano per l'anno tra parantesi tonda scritto dopo il cognome dell'autore
Atti di convegni
Nome e cognome autore, titolo, autori collettivi (se ci sono), titolo generale, specificazione atti di convegno, luogo e data convegno, luogo pubblicazione atti, editore, anno, pagine (se ci sono)
Esempio: R. Bin, Libertà dalla religione, in R. Bin, C. Pinelli (a cura di), I soggetti del pluralismo nella giurisprudenza costituzionale, atti del convegno, (Macerata, 5-6 maggio 1994), Torino, Giappichelli, 1996

 

 

MODELLO ANGLOSASSONE

 

La bibliografia, poi, va posta alla fine del contributo o del volume e deve essere ordinata alfabeticamente per cognome, mentre nel caso di più opere dello stesso autore esse vanno ordinate cronologicamente (e alfabeticamente per quelle relative allo stesso anno): Rossi 1992; Rossi 1993a; Rossi 1993b; Rossi 1999.

Weber, M. (1921), Wirtschaft und Gesellschaft, Mohr, Tübingen; trad. it di P. Rossi (1968), Economia e società, Edizioni di Comunità, Milano, 2 voll.

Rossi, M. (1996a), Titolo, II ed., editore, luogo

Rossi, M. (1996b), Titolo, editore, luogo.

Verdi, A. (1992), Titolo, in Rossi, M. (1992, a cura di), pp. x-y.

Rossi, M. (1992, a cura di), titolo, editore, luogo.

Verdi, A. e Rossi, B. (1993, a cura di), Titolo, editore, luogo.

Verdi, A. et al. (1999), Titolo, editore, luogo.

Verdi, A. (1996), titolo articolo, in «nome rivista», volume romano, n. arabo, pp. x-y.

 

 

 

 

 

 

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